Stretta Agcom sui rincari automatici collegati all’inflazione: news sulle tariffe telefoniche

Scritto il 8 Febbraio 2024

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L’Agcom, con il suo nuovo regolamento, mira a intervenire al fine di rendere le pratiche contrattuali nel settore telefonico ancora più trasparenti e vicine alle esigenze dei consumatori, in un contesto di inflazione particolarmente aggressiva.

Sulla scorta delle rapide trasformazioni e del contesto internazionale, il settore delle telecomunicazioni ha infatti assistito a cambiamenti significativi e veloci, talvolta a discapito della chiarezza contrattuale e della prevedibilità dei costi per i consumatori. In questo contesto, l’Agcom ha risposto con un Regolamento innovativo, frutto di un’attenta analisi delle pratiche di mercato e delle esigenze dei consumatori.

INDICE

Obiettivi del regolamento

Consenso esplicito e trasparenza

Adeguamenti delle tariffe

Limitazioni agli aumenti 

Adeguamento dei modelli contrattuali 

Costi di recesso e protezioni 

Tariffe telefoniche convenienti

Obiettivi del Regolamento

Il Regolamento mira a colmare delle lacune che in precedenza hanno determinato alcuni aumenti tariffari. Tra le innovazioni principali, spicca l’introduzione del consenso esplicito per l’applicazione di rincari legati all’inflazione, una misura pensata per garantire che i consumatori abbiano una scelta reale e siano pienamente informati.

Consenso Esplicito e Trasparenza Contrattuale

Uno dei punti centrali è l’introduzione del requisito del consenso esplicito, una mossa a favore di una maggiore trasparenza che obbliga gli operatori a comunicare in maniera chiara e diretta eventuali aumenti dei prezzi. Inoltre, il sommario contrattuale diventa uno strumento fondamentale per informare il consumatore, prima della firma del contratto, su aspetti critici come i costi di disdetta e i livelli di servizio garantiti.

Adeguamenti delle tariffe

Il Regolamento prevede scenari specifici per l’adeguamento delle tariffe, consentendo aumenti basati sull’Indice Nazionale dei Prezzi al Consumo con la possibilità per i consumatori di recedere senza costi. Gli “adeguamenti correttivi” sono un’altra possibilità, ma con implicazioni diverse per il diritto di recesso del consumatore. Queste misure pongono il consumatore al centro, offrendogli maggiore controllo sulle proprie scelte contrattuali.

Limitazioni agli aumenti tariffari e diritti degli utenti

Il limite di non applicare aumenti prima di 12 mesi dall’adesione e la possibilità di cambiare offerta in caso di rincari superiori al 5% sono esempi di come il Regolamento miri a equilibrare la relazione tra operatori e consumatori. Queste disposizioni assicurano che gli aumenti siano non solo giustificati, ma anche limitati nella loro frequenza e impatto.

Adeguamento dei modelli contrattuali

Al centro delle nuove disposizioni vi è l’esigenza di garantire che tutte le informazioni contrattuali siano presentate in modo chiaro, diretto e facilmente accessibile. Gli operatori devono ora includere nei contratti un sommario conciso che evidenzi i punti chiave dell’accordo, come i costi di disdetta, i livelli minimi garantiti di qualità del servizio e qualsiasi altro onere o condizione significativa. Questa misura si propone di contrastare la pratica di nascondere termini sfavorevoli o costi aggiuntivi in note a piè di pagina o in allegati complessi, rendendo il consumatore pienamente consapevole di ciò che sta accettando.

Per conformarsi al nuovo Regolamento, gli operatori sono chiamati a rivedere non solo il contenuto ma anche il formato dei loro contratti. Questo include l’adozione di un linguaggio chiaro e comprensibile, evitando termini tecnici o giuridici inaccessibili, e la ristrutturazione dei documenti contrattuali per evidenziare le informazioni più rilevanti. Tale processo richiede un significativo sforzo di adattamento, ma è un investimento necessario per costruire una relazione di ulteriore fiducia con i consumatori e prevenire future controversie legali.

Costi di recesso e protezioni aggiuntive per il consumatore

Una delle misure più significative riguarda l’abolizione delle penali di recesso dopo 24 mesi dalla stipula del contratto. Questa disposizione si applica a tutte le nuove attivazioni contrattuali, consentendo ai consumatori di cambiare operatore o tariffa senza incorrere in costi aggiuntivi, una volta superato il periodo minimo di due anni. Questa regola promuove una maggiore mobilità nel mercato e incoraggia gli operatori a competere sulla qualità del servizio e sull’offerta, piuttosto che sulle barriere contrattuali.

Oltre alla norma sui costi di recesso, il Regolamento introduce una serie di protezioni aggiuntive per i consumatori. Tra queste, spiccano le disposizioni che limitano la possibilità per gli operatori di modificare unilateralmente i termini del contratto senza il consenso esplicito del consumatore. Inoltre, in caso di adeguamenti tariffari superiori al 5%, il consumatore ha il diritto di passare a un’offerta non indicizzata senza costi aggiuntivi.

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